2020

LUGLIO

(S)PARLIAMO D'ARTE

 

presso Officina Coviello

Via Tadino, 20 | Milano

 

dalle 10.00

 

20 € per tutti gli incontri

 

Numero chiuso, PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: le iscrizioni chiudono il 23 luglio

 

Per info e prenotazioni:

exfabbricadellebambole@exfabbricadellebambole.com

320 1576084 | 377 1902076

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’arte e non avete mai osato chiedere 

 

Non è semplice definire cos’è l’arte. Spesso si crea confusione e si cade in facili luoghi comuni: “è bello ciò che piace”, “una volta gli artisti erano più bravi” e (l’umile) “lo potevo fare anch’io”. Certo, nell’ultimo secolo, sono cambiate molte cose, ma ricordiamoci che ogni arte è contemporanea al suo periodo storico. Anche Michelangelo, Goya e Caravaggio hanno avuto i loro problemi a farsi accettare. Persino l’arte di oggi può essere spiegata e poi, forse, apprezzata.

 

L’associazione culturale exfabbricadellebambole, fedele alla sua missione di formare e informare sui temi dell’arte, organizza un ciclo di 3 incontri per spiegare in modo divertente, com’è cambiata l’arte.

 

Si svolgeranno alla domenica mattina, dalle 10.00, presso l'Officina Coviello, con cui da anni collaboriamo per mantenere viva la scena culturale milanese: sarà come trovarsi a casa di amici per (s)parlare di arte. 

 

Ecco il calendario:

 

26 luglio | LA CARAMELLA DI DALÌ E ALTRI PRETESTI (Rosy Menta)

 

2 agosto | ARTE SU PELLICOLA (Alice Rabbi)

 

 

9 agosto | C'ERAVAMO TANTO AMATI: STORIE DI COPPIE E DI RIVALITÀ NELL'ARTE (Luca Rendina)

 


febbraio

ANTONINO FULCI | Appena posso, torno

VERNISSAGE

martedì 18 febbraio | 18.30

 

presso exfabbricadellebambole

Via Arimondi, 1 | Milano

(citofono Bonora-Menta)

 

Aperto dal lunedì al venerdì

dalle 15.00 alle 18.00

In altri orari su appuntamento 320 1576084

 

Fino a martedì 17 marzo

Il lavoro artistico di Antonino Fulci è indubbiamente pulito e delicato, preciso e meditato. Una ricerca tecnica appassionata che negli anni è mutata, ma è anche rimasta riconoscibile.

Una mostra che è un diario, un racconto del personale percepito del mondo e delle soluzioni trovate per raccontare cosa se ne è capito: la resa didascalica viene abbandonata a favore del simbolo e della libertà delle forme.

Il suo racconto approda ad uno spazio metafisico, un non-luogo temporaneo, in cui si può passeggiare, appena poco distanti da questa realtà, e restare il tempo necessario, incustoditi e tranquilli. Durerà poco, giusto il tempo di riprendere fiato, un momento tra sé e sé, per tornare appena si può.

 

Alice Rabbi